Menu Chiudi

Domande frequenti sulla osteopatia

“Ho paura delle manipolazioni, non voglio che mi vengano “scrocchiate” le ossa.”

Le tecniche HVLA (alta velocità e bassa ampiezza), dette anche “thrust”, sono solo una parte dell’Osteopatia. Non è detto che siano necessarie per conseguire l’obiettivo terapeutico, e se il paziente chiede espressamente di evitarle esistono diverse alternative. In qualche caso sono addirittura controindicate, e l’osteopata è in grado di riconoscere quando non vanno applicate.

“Come mai l’osteopata mi tratta in zone lontane da dove sento dolore?”

Tutte le strutture del nostro corpo sono fortemente connesse tra di loro, e il corretto funzionamento di ciascuna dipende anche dall’armonia generale. Di conseguenza non è detto che la localizzazione del sintomo sia la causa reale del problema, ma potrebbe essere l’espressione di un cattivo adattamento a un problema distante.

“Concretamente, come fa un osteopata a lavorare sull’organismo nel suo insieme? Che cos’è questa “fascia”, spesso nominata dall’osteopata, che mette in connessione zone lontane nel nostro corpo?”

A livello microscopico, tutte le nostre cellule sono immerse nella matrice extracellulare: una sorta di “telaio” che, oltre a fornire nutrimento alle cellule stesse, consente di dare una forma definita a tutte le strutture che ci compongono. Questo telaio, a livello macroscopico, potremmo paragonarlo a una grande “ragnatela”, o a una intricata impalcatura, che ci sorregge dalla testa ai piedi. 

Questa struttura, chiamata “fascia”, risente delle restrizioni di mobilità di qualunque struttura (osso, viscere, muscolo) e le trasmette meccanicamente a distanza, così come una corda di chitarra pizzicata vibra in tutta la sua lunghezza.

“Perché l’osteopata mette le mani sulla pancia e sul cranio?”

I visceri addominali (ma non solo: anche quelli toracici e intracranici) devono essere liberi di scorrere uno sull’altro, per adattarsi ai movimenti del nostro scheletro. Immaginate, se così non fosse, quanto sarebbe difficoltoso anche un semplice gesto come chinarsi per allacciare le scarpe: impossibile! Ogni organo ha un suo movimento specifico, così come qualsiasi articolazione, che è condizionato dalla presenza dei legamenti viscerali (ispessimenti della fascia), o dalle meningi (fasce intracraniche) che lo vincolano allo scheletro.

Il trattamento osteopatico viscerale consiste in vere e proprie mobilizzazioni degli organi che necessitano di essere “aiutati” a compiere il proprio movimento naturale, con benefici anche all’apparato muscoloscheletrico e al sistema neuroendocrino.

Per fare un esempio concreto: un taglio cesareo, con conseguente aderenza cicatriziale, può limitare la libertà di movimento dell’utero. Questo, essendo “tenuto al suo posto” dai legamenti sacro-uterini, può a sua volta limitare il movimento dell’osso sacro, causando lombalgia.

Per quanto riguarda il trattamento craniale, è importante che le singole ossa del cranio siano libere di esprimere la loro elasticità (ebbene sì, il cranio non è un elmo rigido!) per mezzo delle loro articolazioni, chiamate suture. Una corretta mobilità del cranio ha effetti neurofisiologici su tutto l’organismo.

Ad esempio: se il cranio non si muove correttamente, potrebbe esserci una alterazione della trasmissione del nervo Vago, con conseguenze negative a carico degli organi cervicali, toracici e addominali, contribuendo inoltre a facilitare lo stato infiammatorio di tutto il nostro corpo.

“Quali sintomi si possono trattare con l’Osteopatia?”

L’Osteopatia può trattare sintomi muscoloscheletrici (come lombalgia o cervicalgia); cefalee/emicranie; vertigini, acufeni, sinusiti; può giovare in sintomi viscerali non legati a patologia come acidità di stomaco e gonfiore addominale, lombalgie legate al ciclo mestruale. Può essere di aiuto in sintomi legati alla gravidanza e al parto, e per i più comuni problemi neonatali o puerili come coliche, irrequietezza, torcicollo, otiti, riniti o bronchiti ricorrenti.

PRENOTA ORA IL TUO APPUNTAMENTO

Call Now Button